Cala il sipario su Ariano Folk Festival

Stasera (martedì 21 agosto 2007)  si chiude la XII edizione dell’Ariano Folk Festival, che vince la scommessa fatta con la nuova location – che ha accolto comodamente le migliaia di persone accorse da tutta la regione per i pregevoli appuntamenti proposti dalla rassegna – e con un programma artistico in grado di soddisfare i palati più fini.
Quinta serata, dunque, per la rassegna ufitana di world e folk music che ha trascinato il suo pubblico in un rutilante viaggio musicale che, quest’anno, puntava sulle contaminazioni tra suoni occidentali moderni e sonorità tradizionali dell’Est.
A scaldare il Folkstage di Piano della Croce gli Acquaragia Drom, storica formazione italiana in scena dal 1993 e già presente all’AFF con il suo coinvolgente programma di musiche popolari che attingono alla grande tradizione della pizzica, della taranta, della tammorriata ma anche delle melodie rom molisane in un originale stile “zingaro italiano”.
Lo show degli Acquaragia Drom mette in scena una immaginaria festa intorno ad un grande falò intorno al quale si celebra un matrimonio o una festa gitana, i musicisti sono i primi a ballare al ritmo delle tammurriate dei Sinti del Vesuvio, delle canzoni e serenate Rom molisane, delle tarantelle dei Musicanti Calabresi e del Salento, delle romantiche serenate dei Camminanti Siciliani e vario swing e ritmi ballabili. Rita ed Elia – solisti del gruppo – conducono il pubblico in un rito viscerale di comunicazione e di gioia pura.
Solo coloro che indossano la maglietta nera in vendita presso gli stand dell’Ariano Folk Festival o attraverso il sito web della rassegna (www.arianofolkfestival.it) potranno accedere al momento più atteso, i Gogol Bordello.
La formazione – un front man ucraino, due musicisti russi e una sezione ritmica israelo-californiana – arriva ad Ariano per la sua unica data al centro sud, preceduta dalla fama di fenomeno mediatico.
Chi li ha visti in festival come lo Sziget di Budapest o, a fianco di Madonna, nel recente Live Earth – il mega concerto planetario organizzato da Al Gore ed MTV per sensibilizzare sui temi ecologici il mondo intero - sa di potersi aspettare una esibizione mozzafiato da parte di questo circo/giostra capace di tirare fuori un etno-punk originale, irriverente ma tecnicamente superbo. Nati nel 1993 a New York, si ispirano alla tradizione tzigana che è poi quella nativa di questi musicisti che hanno sperimentato la durezza della vita dell’immigrato.
“Sono stato anche in Italia – ha dichiarato Eugene Hutz in un recente intervista – vicino Roma, ma la mia vita allora non era molto glamour (lavava vetri ai semafori n.d.r.), ci torno volentieri però, in realtà torno più spesso in Italia che a casa mia in Ucraina”.
E dall’URRS Eugene Hutz fuggì nel 1986 dopo la catastrofe nucleare di Chernobyl, dopo varie peregrinazioni arrivò a New York dove conobbe Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest'ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band.
I primi impieghi della band sono di semplice intrattenimento alle feste per i matrimoni di immigrati dall'Est Europa a New York. Il loro vero esordio musicale, un singolo, è stato pubblicato nel
1999, dopo di cui sono stati editi due album, un EP e un terzo disco in collaborazione con Tamir Muskat. Nel 2005 hanno firmato un contratto con la casa discografica punk SideOneDummy Records.
Recentemente, il loro singolo Start wearing purple è stato scelto come
colonna sonora dei titoli di coda del film Ogni cosa è illuminata, dal romanzo omonimo di Jonathan Safran Foer, in cui Hütz ha anche uno dei ruoli principali. Il medesimo brano ha anche consentito al gruppo di guadagnarsi una nomination agli MtvU Woodie Awards 2006 nella categoria Left Field Woodie.Nel Luglio 2007 è stato pubblicato il loro ultimo album Super Taranta, contenente 14 canzoni, alcune delle quali sono state suonate durante il loro ultimo tour europeo.
 
Sono stati cinque giorni di intrattenimento completo quelli preparati dalle associazioni culturali Red Sox e Ariano Folk Festival per i tanti che hanno approfittato dell’occasione per concedersi una vacanza inconsueta tra le bellezze naturali della Valle dell’Ufita e una proposta culturale intelligente.
 
Non meno importanti dei concerti sono stati infatti i momenti turistici del Folktour - alla seconda edizione - che ha portato i turisti a conoscere il percorso delle antiche stazioni di posta dove i viaggiatori si fermavano per una sosta durante i lunghi tragitti a cavallo. Né da meno è stata la possibilità di godere di una piacevole zona aperitivo, la GreenZone o di un raffinato cineforum pomeridiano, il CineZone o di un simpatico campeggio, il Volkscamp, riservato a tutti gli amanti delle notti sotto le stelle oppure di una zona dancefloor, la Sona!Zone, dove ballare fino all’alba o del Folkbulletino, foglio ufficiale del festival con tutte le dritte ed informazioni.
 
Appuntamento allora a stasera, per la grande festa finale all’insegna dei Gogol Bordello.

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Archiviato lunedì, 20 agosto 2007 in: musica, eventi, concerti, festival, iniziative