Reduce da un grande successo di critica Mate y Moneda ritorna in Irpinia. Il documentario del giovane regista, Luca Bellino sarà proiettato a S. Andrea di Conza (AV) sabato 27 ottobre 2007, alle ore 20.00, presso il complesso parrocchiale ex Congrega. La proiezione del lungometraggio è stata voluta dal sindaco del piccolo centro, Valentino Bellino che sarà presente all’incontro insieme all’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, Rev.do Mons. Francesco Alfano.
A Mate y Moneda è stato attribuito il Premio Documè come miglior documentario del 2005, e il premio Nanook Film Festival di Palermo.
Stranieri due volte
“Chi non ha sofferto non sa niente, non conosce né il bene né il male, né gli uomini né se stesso!”
Questo bellissimo aforisma di Fenèlon testimonia come la cultura occidentale abbia ereditato dai greci la consapevolezza che ogni conoscenza scaturisce dal dolore. Non c’è conoscenza senza sofferenza. In questa ottica si ascrive l’esperienza dell’emigrazione che rappresenta, senza dubbio, uno strappo doloroso nella vita individuale, ma al contempo, diventa un’esperienza insostituibile per lo scontro/incontro di culture diverse che altrimenti si sarebbero ignorate. Queste tematiche sono il soggetto del film documentario “Mate y Moneda”, diretto da Luca Bellino, giovane regista di origini irpine, e prodotto dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma TRE. Le riprese italiane del documentario sono state realizzate a Solofra tra il 14 e il 16 giugno 2003. Protagonista del lungometraggio è quella parte della comunità solofrana che vanta un rapporto speciale con l’Argentina, l’altro capo del mondo nel quale sono state fatte le riprese per ricostruire un pezzo di storia universale e tante piccole storie individuali. “Mate y Moneda” rievoca la storia dei flussi migratori che partirono dall’Italia per arrivare fino in Argentina, in particolare racconta la storia della comunità dei solofrani di Valentin Alsina, borgo del comune di Lanùs, alle porte di Buenos Aires. Alla fine della seconda guerra mondiale, da Solofra, partirono in tanti alla volta dell’Argentina con l’intenzione di mettere a frutto l’arte della concia delle pelli, attività storica della località irpina, e per applicarla alle pelli argentine. Molti solofrani riuscirono nell’impresa, tuttavia a causa della crisi economica in cui versa attualmente il paese, c’è stata un’inversione di tendenza, ed alcuni emigranti hanno deciso di rientrare in patria. Ritorno non sempre facile. Il documentario parla anche di questo ulteriore trauma. I figli degli emigranti non sono stati sufficientemente aiutati, dalle autorità preposte, a reinserirsi nel tessuto sociale abbandonato a suo tempo dai propri avi. Personaggio che svolge questo compito è Giovanni Lettieri, tra i protagonisti del film; egli si sostituisce alle istituzioni e rappresenta un punto di riferimento importante per gli emigranti che intendono avventurarsi in un “ritorno”. Il Lettieri è stato in Argentina per una decina d’anni ed è perfettamente consapevole delle difficoltà che i “reduci” devono tollerare. E’ riuscito a creare una piccola comunità argentina che rende il distacco con certe abitudini, meno doloroso. Ad esempio riesce ad importare la carne argentina. Altri personaggi del film sono due ragazzi che lavorano in conceria Salvatore e Vincenzo Lettieri che ancora oggi si fanno preparare la mate y moneda. Come ha affermato acutamente Luca Bellino: “Un pezzo di Solofra vive in Argentina alle porte di Buenos Aires, e un pezzo di Argentina vive a Solofra”. Un altro protagonista importante è Raffaele Vietri che attualmente vive in Argentina ma trascorre tutte le estati in Italia. Ovviamente il documentario è stato realizzato con una parte delle riprese eseguite in Argentina. Il dramma silenzioso dell’emigrante è nel doppio sacrificio: ha lasciato la propria terra per necessità e nessuno gli ha dato sollievo; ritornato in patria non ha trovato certo un ambiente amico…era di volta in volta “l’americano, lo svizzero, il tedesco…o più semplicemente lo straniero”. Triste destino di chi è stato straniero due volte: in patria e all’estero! (recensione di Tina Galante)
Tisbe | commenti (2) (popup) |
|
|
|
| post<li>
Archiviato venerdì, 26 ottobre 2007 in: cinema, news, documentario, multiculturalitÃ