Le differenze di genere in educazione
Il 22 febbraio alle 16.30 all’Università Suor Orsola Benincasa, Sala degli Angeli, interessante tavola rotonda per presentare il volume “Le differenze di genere in educazione” a cura di Giuseppe Zanniello edito nel 2007 per i tipi di SEI, Torino.
Aprirà i lavori il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Francesco De Sanctis. A seguire, interventi di: Lucio D’Alessandro, preside Facoltà Scienze della Formazione del Suor Orsola, Giuseppe Meroni, vice presidente della Fondazione I.A.R.D. Klement Polacek, professore emerito di Teoria e tecniche dei test dell’Università Pontificia Salesiana, Giuseppe Fioravanti, professore di Pedagogia dello Studio dell’Università di Roma La Sapienza.
Modera la tavola rotonda Enricomaria Corbi, professore di Pedagogia Generale al Suor Orsola; sarà presente il curatore Giuseppe Zanniello.
L’incontro pone sul tappeto il problema delle differenze di genere applicate all’educazione dei ragazzi e delle ragazze che, secondo la cultura odierna, sarebbero da considerare una costruzione culturale. Riprendendo, infatti, l’insegnamento di Benedetto XVI per il quale occorre richiamare il disegno di Dio che ha creato l’essere umano maschio e femmina con unità e differenza al tempo stesso, è necessario recuperare il concetto di “polarità” e considerare il metodo pedagogico globale applicabile ad alcune discipline ma non a tutte.
«I risultati empirici – nota il prof. Giuseppe Zanniello, ordinario di didattica generale presso università di Palermo - sono più favorevoli alla scuola separata per sesso che non alla scuola mista anche per quanto riguarda l’apprendimento; è ormai dimostrato che nelle classi separate le ragazze di solito trovano minori difficoltà a distinguersi nelle materie scientifico-tecniche e in matematica, discipline per le quali tradizionalmente i ragazzi sono considerati più adatti. Esistono anche ricerche longitudinali sugli ex allievi dei due tipi di scuola dove non risultano significative le differenze nella loro realizzazione familiare e socio-relazionale. Affinché i ragazzi e le ragazze imparino a vivere e a collaborare insieme comprendendosi e rispettandosi, occorrono dei progetti educativi specifici promossi dalle famiglie. Fermo restando che agli uomini e alle donne bisogna offrire le stesse opportunità formative e della medesima qualità, si lasci poi ad ogni scuola la libertà di organizzarsi come meglio crede, a condizione che accetti la valutazione pubblica dei risultati educativi ottenuti. La diversità dei modelli educativi, nel rispetto dei principi costituzionali, arricchisce la società e stimola la ricerca pedagogica».
La tavola rotonda è cura dell’Università Suor Orsola Benincasa in collaborazione con l’Associazione Pedagogica Italiana e l’Istituto Sacro Cuore di Napoli.


